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OttatiOttati è un paese di impronta medioevale, che si ammira per la sua rustica bellezza, fatta di pace, di tranquillità, di riposo. Tra il verde della Rupe a nord e la valle del Fasanella a sud, intensamente coltivata, nella quiete e nel silenzio di un paesaggio rurale oltre-modo attraente, incantevoli visioni si susseguono incessantemente, gratificando lo sguardo di chi attraversa questo splendido territorio.
Secondo quanto riportato dal notaio Vincenzo Fasano, in una sua memoria inedita ma molto diffusa nel diciottesimo secolo nei paesi limitrofi, Ottati esisteva già nel 1195. A tal proposito sono in molti i teorici che ipotizzano che le prime abitazioni del centro sorsero intorno all’anno 1000. Molto probabilmente un gran numero di pastori e mandriani del territorio di Fasanella, essendo questa zona assai ricca di pascoli, vi costruirono nel tempo alcune abitazioni che, aumentando di numero, diedero origine al primo centro abitato. Dei suoi albori Ottati ne conserva una splendida testimonianza sul Monte Civita, ove sono localizzati i resti di un insediamento rurale databile intorno all’anno 1000. Il sito, di particolare interesse, si trova ad un’ora di cammino sul confine con Castelcivita.
Uno dei siti più interessanti che Ottati gelosamente custodisce è la Chiesa di S. Biagio. Edificata tra il 1180 e 1230, rappresenta la "dimora del Santo Patrono". Il vero tesoro di Ottati sono le sue mille bellezze naturali: è sufficiente una gita al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per rendersene conto. Le montagne sono ricche di boschi attualmente interessati da una grande opera di rimboschimento. Sono tante le specie vegetali che ivi è possibile trovare: tra le altre, ricordiamo il faggio, l'ontano, il leccio, il castagno, il pino nero, l'abete e, presso la Tempa del Prato, il pino d’Aleppo e marittimo. A rendere ancor più suggestivo il panorama contribuiscono numerosi corsi d'acqua. Di questi il principale è il fiume Fasanella che nasce nel territorio di Ottati da una caverna detta dell’Auso, anticamente Abisso, a 260 metri sul livello del mare. Dopo alcune decine di metri, entra nel territorio di S. Angelo a Fasanella, lo attraversa interamente e, dopo aver toccato il territorio di Bellosguardo, nei pressi del ponte chiamato Sette luci (sette arcate) sulla strada nazionale 166, sbocca nel torrente Pietra. E’ lungo 3,8 km ed ha una portata di acqua alla sorgente di 1200 litri al minuto.
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