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Ottati


Ottati è un paese di impronta medioevale, che si ammira per la sua rustica bellezza, fatta di pace, di tranquillità, di riposo.

Tra il verde della Rupe a nord e la valle del Fasanella a sud, intensamente coltivata, nella quiete e nel silenzio di un paesaggio rurale oltre-modo attraente, incantevoli visioni si susseguono incessantemente, gratificando lo sguardo di chi attraversa questo splendido territorio.

Secondo quanto riportato dal notaio Vincenzo Fasano, in una sua memoria inedita ma molto diffusa nel diciottesimo secolo nei paesi limitrofi, Ottati esisteva già nel 1195. A tal proposito sono in molti i teorici che ipotizzano che le prime abitazioni del centro sorsero intorno all’anno 1000. Molto probabilmente un gran numero di pastori e mandriani del territorio di Fasanella, essendo questa zona assai ricca di pascoli, vi costruirono nel tempo alcune abitazioni che, aumentando di numero, diedero origine al primo centro abitato.
Da questo presupposto deriva anche il nome di Ottati, che dal latino, "optatus", sta ad indicare che i pastori optarono per tale luogo ben adatto alla pastorizia. Indipendentemente da tale presupposto storico, con maggiore certezza si fanno risalire le origini medioevali del paese intorno al XIII secolo.
Ottati fu dapprima feudo di Capece Celsota, in seguito proprietà di numerose famiglie nobili. Risorse dalle macerie a cui lo ridusse Federico II di Svevia e nel 1700 il borgo appartenne alla potente famiglia dei Caraguso-Maricenda.

Dei suoi albori Ottati ne conserva una splendida testimonianza sul Monte Civita, ove sono localizzati i resti di un insediamento rurale databile intorno all’anno 1000. Il sito, di particolare interesse, si trova ad un’ora di cammino sul confine con Castelcivita.

Uno dei siti più interessanti che Ottati gelosamente custodisce è la Chiesa di S. Biagio. Edificata tra il 1180 e 1230, rappresenta la "dimora del Santo Patrono".
La scelta di S. Biagio a protettore del paese trae origine dalla decimazione della popolazione di Fasanella a causa della peste e, successivamente, a causa del terribile male che la gente del posto chiamava "il mal di gola"(difterite). La statua del Santo, a mezzo busto, è di argento finemente cesellato e fu acquistata a Napoli nel 1750 per 2800 ducati presso l’orafo Francesco Ansalone. All’interno della chiesa, di un particolarissimo e coloratissimo gusto architettonico, si può ammirare un organo dell’artista Carelli, costruito nel 1700. In questa chiesa fu seppellito Tommaso Mariconda, principe di Garaguso.
Un altro sito da non perdere, forse ancora più suggestivo del precedente, è il Convento dei Domenicani. L'origine della struttura centrale risale al 1480 quando un monaco domenicano tenne in Ottati un quaresimale e, in quella occasione, invitò la popolazione a costruire un convento. Il chiostro, di forma rettangolare, vera opera d’arte, aveva al centro una cisterna dotata di otto becchi fuoriuscenti e alimentata con acqua piovana. Sono ancora intatti due splendidi porticati: quello inferiore, composto oggi da 19 colonne (22 in origine) con i capitelli lavorati finemente in maniera diversa l’uno dall’altro, e quello del piano superiore, che, invece, ne conta 13 (in origine 18) di dimensioni minori. Su uno di questi capitelli è scolpito lo Stemma del Comune, il fagiano o la "fasana".
Le volte del chiostro inferiore erano artisticamente dipinte (1590) e, nonostante siano state rovinate dalle intemperie, conservano uno stile personale di discreta sensibilità nell’accostamento dei colori. Notevoli, inoltre, sono anche alcune sculture.

Il vero tesoro di Ottati sono le sue mille bellezze naturali: è sufficiente una gita al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per rendersene conto. Le montagne sono ricche di boschi attualmente interessati da una grande opera di rimboschimento. Sono tante le specie vegetali che ivi è possibile trovare: tra le altre, ricordiamo il faggio, l'ontano, il leccio, il castagno, il pino nero, l'abete e, presso la Tempa del Prato, il pino d’Aleppo e marittimo. A rendere ancor più suggestivo il panorama contribuiscono numerosi corsi d'acqua. Di questi il principale è il fiume Fasanella che nasce nel territorio di Ottati da una caverna detta dell’Auso, anticamente Abisso, a 260 metri sul livello del mare. Dopo alcune decine di metri, entra nel territorio di S. Angelo a Fasanella, lo attraversa interamente e, dopo aver toccato il territorio di Bellosguardo, nei pressi del ponte chiamato Sette luci (sette arcate) sulla strada nazionale 166, sbocca nel torrente Pietra. E’ lungo 3,8 km ed ha una portata di acqua alla sorgente di 1200 litri al minuto.



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